Coez

Coez

Primi anni e Brokenspeakers
Nato in provincia di Salerno ma cresciuto sin dai primi anni a Roma, a 19 anni dopo diversi anni passati da writer a dipingere per Roma dà vita, insieme a Franz e Nicco, compagni alla Scuola Cinematografica, al suo primo progetto musicale: il Circolo Vizioso.[1] Dopo un primo demo mixtape omonimo è uscito due anni dopo il primo disco ufficiale, chiamato Terapia, prodotto da Ford 78 e Sine.

Nel 2007, la conoscenza tra Lucci e Bruno Cannavicci (meglio conosciuto come “Snais”), membro del gruppo Unabombers, e i due restanti componenti del Circolo Vizioso, porta alla formazione del collettivo Brokenspeakers.[1] Grazie al sopracitato “Snais”, il collettivo romano si fa conoscere in tutta Italia, arrivando ad aprire anche concerti di artisti come Busta Rhymes, Mazzy, Friskis e Dilated Peoples, Club Dogo, Richard Benson e Colle der Fomento.

Carriera solista
Parallelamente al lavoro con i Brokenspeakers, Coez intraprende una carriera solista. A fine 2009 nasce il suo primo album Figlio di nessuno.[2] Il 25 novembre 2011 è uscito il mixtape Fenomeno in collaborazione con il DJ italiano Sine. Il 24 settembre 2012 è stato pubblicato per il download gratuito l’EP Senza mani.

La svolta arriva con l’uscita del singolo e del relativo video Nella casa, critica al mondo della discografia, che portano Coez ad affermarsi sulla scena nazionale. L’11 giugno 2013 è stato pubblicato il suo album Non erano fiori per la Carosello Records con la collaborazione di Riccardo Sinigallia.[3] L’album è entrato nella top 10 della Classifica FIMI Album,[4] riscuotendo un buon successo. Nello stesso anno ha partecipato nella categoria giovani al Summer Festival 2013.

«È circa un anno che sto scrivendo per il nuovo album. Più volte ho pensato di avere il disco praticamente in mano, ma dopo un po’ capivo che alcuni pezzi nonostante fossero belli mi suonavano come robe già dette, o comunque dette meglio in altre canzoni. Ora dovrei esserci, dovrei essere arrivato ad una conclusione, almeno per la scrittura, anche se spero sempre nell’ultima bomba, quella inaspettata che effettivamente mi capita quasi sempre.»